Lanuvio lì 19/12/2007

Al Sindaco di Lanuvio
Umberto Leoni

 1a Interrogazione:  Fenomeno del  Randagismo Canino

Visto:
che il fenomeno del randagismo è un problema legato da tempo al nostro territorio e che tale voce grava in modo pesante sull’economia e sul bilancio della nostra Amministrazione.

Tenuto conto:
che il nostro Comune spende circa 100 mila euro l’anno per la gestione, l’accoglienza, la permanenza e il sostentamento ad vitam dei cani randagi  nei canili  dalla Veterinaria 2000 e dalla Pacifico e che nonostante tale ingente spesa il problema legato alla libera circolazione cani randagi persiste. 

Considerato:
che il problema relativo alla presenza di cani randagi è sempre più attuale ed evidente così  da indurre  il Sindaco Leoni alla pubblicazione di  una ordinanza sul tema oggetto di interrogazione.

Osservato :
che, da tempo,  gli Amministratori del Comune di Lanuvio si sono fatti promotori di un progetto che vede come obiettivo la costruzione di un canile consortile per il quale più volte si è inoltrata una richiesta di finanziamento alla Regione Lazio.

Pertanto, Si interroga e si richiede al Sindaco :

Di illustrare, tenendo conto delle somme che si spendono per il randagismo, come mai, nonostante il riconosciuto impegno, il lavoro dell’Amministrazione non ha prodotto risultati visibili e concreti nella risoluzione del problema inerente la libera circolazione dei cani randagi.

Di informare il Consiglio Comunale su tutti i progetti attuati e che si intende attuare per mettere fine a tale questione.

Di pubblicare un report sugli obiettivi conseguiti dall’amministrazione dopo l’ordinanza emessa qualche mese fa dal Sindaco, nello specifico si intende conoscere il numero dei cani che sono stati accalappiati ed il numero delle sanzioni amministrative emesse in proposito.

Di  dettagliare i circa 100mila euro che vengono messi a bilancio ogni anno per sostenere il soggiorno dei cani randagi presenti nei canili che servono il Comune di Lanuvio. E di fornire un prospetto nel quale sono conteggiate le spese sostenute dal Comune di Lanuvio negli ultimi cinque anni per la gestione del fenomeno del randagismo canino.

Di spiegare come mai nonostante le ingenti risorse investite quello del randagismo è un fenomeno persistente ed in aumento.

Di motivare la scelta di non aver considerato di investire risorse economiche  sulla costruzione di un canile municipale in grado di sopperire alle necessità del paese ed ammortizzare negli anni la voce del capitolo di spesa sul randagismo con la realizzazione di un’opera pubblica. E se, in merito a questa valutazione, si è fatto a monte uno studio in grado di evidenziare quale fosse per l’amministrazione la strada più efficacie, efficiente, economica.

Di aggiornare il Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del progetto che prevede la costruzione di un canile intermunicipale. Comunicare con quale impegno economico intende partecipare il Comune di Lanuvio, con quanto intendono partecipare gli altri Comuni aderenti al progetto e se per la costruzione di tale opera è indispensabile il sostegno economico della Regione Lazio al quale più volte è stata inoltrata richiesta di finanziamento per l’opera. Di comunicare indicativamente  i tempi di realizzazione.

Di quantificare il numero dei cani randagi catturati negli ultimi 3 anni specificando quanti nell’ultimo, nel penultimo e nel terzultimo anno. Di operare secondo la normativa regionale vigente 34/1997 e garantire per le problematiche legate a sicurezza, igiene e sanità conseguente al fenomeno del randagismo canino.

Di garantire agli abitanti confinanti con la futura opera sopra menzionata  i servizi necessari ed il mantenimento dell’attuale standard qualitativo di godimento delle proprie libertà.

Di comunicare il numero dei cani randagi ospitati attualmente  nelle strutture della Veterinaria 2000 e della Pacifico per conto del Comune di Lanuvio.

Di salvaguardare da atti barbari e maltrattamenti gli animali presenti nel territorio che, spesso sono vittime di violenza gratuita. Situazioni queste che spesso vanno a riempire le  pagine di giornale di cronaca locale infangando il nome della nostra Città.

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