Resoconto degli ultimi Consigli Comunali

 

MAGGIORANZA E MINORANZA. DIRITTI E CONCESSIONI

Molto ci sarebbe da dire e raccontare circa i rapporti tra maggioranza e le minoranze presenti in Consiglio comunale ma, quello che ora ci interessa mettere a fuoco è il comportamento che la  maggioranza sta adottando nella formazione delle commissioni consultive consiliari e delle altre previste dalla legge (es. commissione edilizia).  Come a tutti ormai è ben noto, è solo grazie alla legge elettorale, che noi anche non amando rispettiamo, che l’attuale Giunta municipale si regge in piedi. Perché se fosse per i voti, quelli veri espressi dagli elettori , Leoni e compagni  sarebbero  la vera minoranza e si troverebbero come noi ora a chiedere che le regole vengano rispettate.

Regole appunto. Quando si parla di regole, normalmente ci si riferisce a leggi, statuti e qualche volta alle consuetudini,  che tra persone civili e rispettose dei ruoli altrui, soprattutto quando questi sono determinati dal popolo sovrano, a volte sono più vincolanti delle leggi stesse.

Si da il caso che nella nomina dei componenti la commissione edilizia comunale, che è di competenza  della Giunta, da che mondo è mondo si è sempre garantita la presenza di componenti indicati dalla minoranza. Questo a garanzia di tutti i cittadini,  che hanno  diritto  alla integrità del territorio ma  soprattutto a garanzia che  gli atti prodotti  siano da più parti riscontrati come rispondenti alle norme edilizie in vigore , e non solo  a criteri che con le norme hanno poco a che fare tipo: il progetto è fatto da questo o quel tecnico o se è di proprietà di Tizio o Caio. In ogni contesto elettivo la “presenza” dei nominati dalla minoranza  è sinonimo di democrazia e libertà a patto che alla minoranza sia data la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Se i rappresentanti della minoranza vengono scelti direttamente o indirettamente dalla maggioranza viene meno il presupposto della rappresentanza della minoranza ovvero della democrazia ovvero la libertà.

E questo è quanto si sta verificando a Lanuvio. La maggioranza  sceglie  i rappresentanti della minoranza decidendo che quel componente spetta a quella minoranza e quell’altro all’altra minoranza . Diventando al tempo stesso maggioranza ed opposizione a se stessa. Se la canta e se la suona direbbe qualcuno.

NON LO POSSIAMO PERMETTERE. In Italia,  nel Mondo, nei luoghi dove le elezioni sono arrivate, dove la parola democratico  non indica un Paese dell’Europa dell’est  ma la partecipazione dell’individuo alla formazione delle scelte politico amministrative, se “ SPETTA” alla minoranza o alle minoranze, sono le minoranze che al loro interno decidono CHI , DOVE e QUANTI  e non la maggioranza.
Lanuvio non può fare eccezione.

NOI  vogliamo, anzi pretendiamo le cose che ci spettano, siano nomine, incarichi organi di controllo o altro. NON vogliamo concessioni e non ne faremo a chi “governa” il nostro Comune come se avesse il consenso della maggioranza della popolazione.


LEGGI E STATUTI 

Il Movimento Cittadino "Lanuvio per la Democrazia" non intende in alcun modo abdicare al proprio ruolo di Opposizione all’interno del Consiglio comunale, soprattutto per il fatto che le ragioni che hanno portato alla sua costituzione (trasparenza, correttezza , partecipazione democratica, rispetto delle regole ecc.)  sono oggi ancora più vive che mai.  A questo va aggiunta la necessità di garantire al Paese ed ai cittadini un prosieguo amministrativo corretto e rispondente alle leggi ed ai regolamenti, visto che già dai primi atti questa Amministrazione sembra aver dimenticato norme, regolamenti  e soprattutto lo Statuto comunale.

Più volte sono state richieste in Consiglio comunale, ed ora anche con una interrogazione le motivazioni ed i curricula dei due assessori esterni nominati dal  Sindaco cose queste che i consiglieri di minoranza e soprattutto i cittadini avrebbero dovuto conoscere già all’atto della nomina.

La nomina di assessori esterni  è prevista dalle norme e negli statuti ed ha come finalità l’inserimento, all’interno dell’organo di governo della cittadina, di professionalità e competenze specifiche, che non sempre sono presenti nelle liste elettorali concorrenti alle elezioni amministrative. E il nostro statuto comunale mette l’accento proprio sui criteri di professionalità e competenza ( art.11 c.2 ) che gli esterni dovrebbero possedere all’atto della nomina , proprio per evitare che la norma serva da stanza di compensazione di equilibri politico clientelari che niente hanno a che fare con la buona amministrazione.

Occorre ricordare al Sindaco soprattutto,  che lo Statuto comunale è “la regola” che i cittadini di Lanuvio si sono dati  e  intendono sia  rispettata  nello spirito e nella lettera.

Aspettiamo le motivazioni, fiduciosi che le regole vengano rispettate. Altrimenti ci vedremo costretti a non riconoscere l’autorità degli assessori esterni nominati dal Sindaco, ad impugnare i loro atti non solo presso le competenti sedi giurisdizionali ma anche nei confronti dei cittadini che hanno tutto il diritto a veder rispettate le regole.


QUESTIONE NOMADI

Nelle Comunicazioni che precedono la discussione dei punti all’ordine del giorno il Sindaco Leoni ha sentito il dovere di fare delle considerazioni in merito alla questione nomadi a Lanuvio. Prendendo spunto da un articolo riportato su alcuni giornali locali il Sindaco Leoni con un goffo tentativo ha cercato di minimizzare la questione spacciando i contenuti dell'articolo come non veri, sovversivi e tendenti ad allarmare un Paese che di problemi ne ha già molti. Nel prosieguo della discussione però ha dovuto prendere atto e rendersi conto che il problema non solo esiste e altri se ne sono già occupati, ma che il fatto "grave" è che lui e l'Amministrazione non
ne sapevano niente. Nonostante siano state allocate al  Ministero dell'interno numerose  risorse per concretizzare un patto interistituzionale tra Regione, Provincia, Prefettura e Comune di Roma consistente nella realizzazione di  4 campi nomadi.

La realtà è che mentre tutta la Provincia di Roma era mobilitata sul problema,  a Lanuvio l'Amministrazione dormiva sonni tranquilli, abitudine che visti i precedenti non vuole perdere. Anche in occasione della fortissima e lunga ondata migratoria che ha investito Lanuvio, il Comune era assente, non ne ha mai voluto sapere e i risultati si sono visti. Ma in compenso ha sempre tacciato come xenofobi i cittadini sensibili che hanno segnalato e previsto ciò che sarebbe potuto accadere..

Da ciò è scaturito un  acceso dibattito nel corso del quale il giovane Consigliere Volpi con un intervento applauditissimo dal pubblico presente in aula consiliare ha illustrato con diligenza e grande capacità politica la questione “ NOMADI ”. L’intervento, però, è stato più volte interrotto dal  Presidente del Consiglio De Santis, il quale contravvenendo al suo ruolo di SUPER PARTES ha cercato più volte di togliergli la parola confondendo ai presenti quale fosse il suo ruolo istituzionale  se quello di Presidente del Consiglio o ancora  quello di Sindaco.

Solo in seguito alle vigorose proteste del pubblico verso il  Presidente De Santis, Volpi ha potuto concludere il suo intervento.

Prima di abbandonare questo tema, ormai esauritosi nelle discussioni ci poniamo alcune riflessioni:


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